lunedì 17 settembre 2018

Facciamoci spazio - Incontro sul tema dello spazio pubblico

Lo spazio pubblico è la base sulla quale costruire città vivibile e a misura d'uomo. Parlare dello spazio pubblico, discutere su come recuperarlo e sottrarlo all'occupazione costante delle auto è una questione fondamentale per rendere le città un luogo a misura di persona.
Fiab Gela Nanocicli ne discute assieme all'associazione Shiplab, con la collaborazione del Consiglio dell'Ordine degli Architetti, giorno 21/09/2018 in occasione del Bike to Work Day nazionale.
Ora d'inizio 17,00
Luogo ex Chiesa di San Giovanni, via Damaggio Fischetti 82 a Gela
Interverranno
Simone Morgana Coordinatore Regionale Fiab Sicilia
Gaetano Russo Presidente #Shiplab
Giovanbattista Mauro Consigliere Ordine degli Architetti Provincia di CL
N. 3 CFP per gli architetti partecipanti

giovedì 6 settembre 2018

21/09/2018 Il Bike to Work a Gela #gelabiketowork


Fiab Gela Nanocicli aderisce al Bike to Work Day nazionale, la giornata che si svolge durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Quest'anno il volto del Bike To Work day per Fiab sarà il giornalista di Presa Diretta Riccardo Iacona, che da sempre usa la bici per muoversi. In bici al lavoro è la proposta semplice e rivoluzionaria che Fiab fa a tutti. Per un giorno provate a lasciare l'auto a casa e raggiungete il vostro luogo di lavoro in bicicletta. Vi accorgerete di come questo gesto all'apparenza banale presenti mille sfaccettature e sia in grado di cambiare in meglio un percorso e un momento quotidiano spesso stressante. In bici al lavoro per scoprire come le città, grandi o piccole che siano, possano assumere un aspetto diverso quando le strade non sono materialmente occupate, assediate, da tonnellate di auto che tolgono spazio e serenità alle persone.
Fatelo per un giorno, provate, aderite al Bike to Work day Venerdì 21/09/2018. E per rendere il gesto ancora più significativo, ognuno di noi potrà scattare una foto mentre va al lavoro in bicicletta e pubblicarla sul proprio profilo social con l'hashtag #gelabiketowork.
Fiab Gela lancia il Bike To Work day in città, PARTECIPIAMO TUTTI

venerdì 18 maggio 2018

I disegni di Bimbimbici

Bimbimbici è stato un successo, ma soprattutto è stato un momento in cui i bambini hanno scoperto che pedalare insieme è un'esperienza meravigliosa e che la strada non è un luogo fatto di soli pericoli.
abbiamo chiesto ai bambini di disegnare il loro ingresso a scuola, almeno descrivere come lo vorrebbero davvero. Eccovi alcuni disegni.







venerdì 11 maggio 2018

Un viaggio in bici lungo quattro anni



Il racconto di un viaggio è una pratica imprevedibile, perchè non sai mai dove ti porterà la storia, non puoi sapere quello che, ad un certo punto della narrazione, verrà generato nella mente di chi ascolta. E' come un'improvvisazione continua, che segue un canovaccio flebile come una linea del tempo, utile solo ad ordinare la storia secondo un canone che renda comoda e comprensibile l'esposizione. Storie di Viaggio di Fiab Gela inizia in questo modo, quasi senza rete, in una serata calda che sembra anticipare l'estate, con l'aria dei campi che entra dalle finiestre della Casa del Volontariato e ci fa pensare di prendere le sedie e sederci fuori, all'aperto, ad assaporare il tepore del crepuscolo. Nadine e Sebastian arrivano con un ritardo giustificato dall'essere dei trasportati, stasera senza una bici, ma con due copertoni da bicicletta messi di traverso sulle spalle larghe di Sebastian, un'immagine da ciclismo eroico, quando chi pedalava si arrotolava i tubolari alla maglia, li avvinghiava al corpo a formare una "x" sul petto per cercare la migliore posizione di viaggio. Sono canadesi di lingua francese Nadia e Sebastian. Precisazione dovuta e richiesta da loro, anche se non espressamente, per dire che una cultura è differente dall'altra e questo rende ancora più bello ed interessante un incontro. Dal Canada a Gela lungo un viaggio di tre anni e mezzo, con il baratto a fare da paracadute comunitario e comunicativo ai loro spostamenti. Il baratto, il dare per ricevere, senza il denaro a mediare le posizioni, a rendersi terzo incomodo nel rapporto con le persone. Gli occhi grandi di Nadine si muovono curiosi a coprire lo spazio ristretto della stanza. La sua voce mischia il francese con lo spagnolo, l'italiano con i gesti. Narra di come per volare dalla Florida all'Asia abbiano venduto il tandem e comprato i biglietti aerei. Quasi una negazione del possesso, dell'avere, il segno di un abbraccio unico con le persone e non con gli oggetti. La Malesia e Singapore, loro in un albergo a barattare vitto e alloggio con i dipinti e la musica. Perchè se Nadine dipinge Sebastian suona,
improvvisa sul tema, cerca luoghi per fare concerti, per scambiare arte con sostentamento diretto. Alla domanda su quale sia il luogo più bello che hanno attraversato la loro risposta è passionale, spontanea, non ragionata: la Nuova Zelanda. Libera dalle auto, grande, piena di natura incontaminata. Con i racconti si viaggia rimanendo seduti, ancora meglio che con la tastiera, un televisore o un motere di ricerca. Perchè mentre ascolti la voce di chi ha viaggiato puoi quasi toccare quegli stessi luoghi, puoi pensare che il narratore sia il risultato di quello spostamento. Sebastian accenna ad un concetto in un italiano chiaro, passa ad un'altra idea, spinge con passione la narrazione oltre i confini del viaggio in bici, per renderla molto più che una semplice pedalata, per descrivere la bici come un mezzo che sostiene un contatto con le persone. Nei gesti di Sebastian si tracciano le pennellate delle loro opere, nel viso magro e nella voce impegnata si sente la voglia di condividere, di essere "noi" prima ancora che "io". Ultima tappa di un viaggio lungo come il mondo è questa nostra cittadina al confine con l'Europa. Partiranno domani per ritornare in Canada. Dove non hanno nulla se non la loro famiglia, i loro amici e la loro capacità di condividere con poco i luoghi e le persone. Non sono poveri Nadine e Sebastian, sono ricchi, ricchissimi, colmi di un tesoro che forse si fatica a trovare, ma molto più concreto della pentola d'oro alla fine dell'arcobaleno o del meno prosaico tentativo di diventare poveri milionari con una giocata alla lotteria. La ricchezza è nei loro occhi, è nella stanza e nell'incontro, nella dimostrazione di vivere senza dovere per forza pretendere. Colpisce questa ricchezza, colpisce quando, meravigliati, raccontano che non hanno trovato acqua potabile a Gela e che si sono rifiutati di comprare acqua in bottiglia, così andavano in bici a caricare l'acqua a Vittoria, in un luogo dal nome simbolico noto a molti di noi: la Fontanta della Pace. Serve essere ricchi davvero per fare tanti chilometri nel rispetto di un principio. Stasera ci hanno lasciato questa ricchezza e noi, come sempre, gliene siamo grati.
Storie di Viaggio continua.