venerdì 17 marzo 2017

Il pedone, il ciclista e la ciclabile


"Ho investito un pedone lungo una ciclabile, posso essere considerato responsabile?"

Le ciclabili ci fanno sentire sicuri, come se ci muovessimo in un territorio protetto. Eppure questo senso di protezione non può essere considerato totale. L’essere su una ciclabile ci impone comunque di procedere con prudenza e diligenza, visto che la bici è comunque un mezzo di trasporto. Questi concetti sono spesso dimenticati e siamo convinti che sulle ciclabili avremo sempre ragione in caso di incidente. Purtroppo non è così. Il nostro codice civile prevede per la circolazione dei veicoli la piena responsabilità di chi investe una persona (Art.2054), a meno che non si dimostri di avere fatto il possibile per evitarlo. Quello che importa è la dinamica dell’evento. Se mi trovo su una ciclabile in rettilineo, con ampia visibilità e in lontananza mi accorgo di un pedone che cammina, investendolo dovrò pagargli i danni. Questo perché anche se il pedone non doveva esserci io potevo benissimo evitarlo. Cosa diversa è l’evento imprevedibile: un pedone che all’improvviso, correndo, invade la ciclabile; che staziona all’uscita di una curva cieca, magari di sera. In queste situazioni è certamente più probabile avere ragione, ma non ne abbiate sempre la certezza, spesso una percentuale di corresponsabilità è in agguato. Ricordatevi che una cosa è risarcire i danni al danneggiato (responsabilità civile), altra cosa è essere punito per aver fatto danni (responsabilità penale). In quest’ultimo caso, se investiamo un pedone siamo imputabili per lesioni colpose, anche se si trovava su una ciclabile. Varranno le regole di prudenza dette prima, infatti, solo l’imprevedibilità del fatto unita alla vostra attenzione escluderebbe una responsabilità penale. Non sentitevi i padroni delle ciclabili, perché non lo siete, se un pedone invade la vostra ciclabile l’unica cosa certa è che dovete rallentare ed evitarlo, magari invitandolo cortesemente a lasciare la ciclabile. Ovviamente, se arriva all’improvviso dal cielo, magari planando nella notte, potrete fare poco per evitarlo, ma questa è un’altra storia. Siate prudenti.
                                                                                      Avv.  Simone Morgana
                                                                                     Ufficio Legale Fiab

giovedì 16 marzo 2017

A Gela senso unico eccetto bici, ma con rischio per la vita del ciclista

Avevamo già trattato questo argomento in un precedente intervento, quando la Giunta comunale, durante il periodo estivo 2016, aveva scelto di convertire a senso unico un tratto del Lungomare Federico II di Svevia, autorizzando il transito delle bici nella corsia opposta a quella delle auto. Quella scelta, che appariva assolutamente opportuna sul piano della regolamentazione della circolazione per la mobilità ciclistica, risultava assai pericolosa sotto il profilo della realizzazione tecnica. L'amministrazione si era limitata ad aggiungere al cartello di senso unico in entrata un pannello integrativo con il quale venivano autorizzate le biciclette a proseguire lungo la strada. Il problema era però evidente: un'autorizzazione data a rischio e pericolo dei ciclisti. L'automobilista che arrivava in senso opposto non sapeva di questa condizione, conseguentemente guidava con tutta tranquillità, ignorando che la corsia opposta era di fatto riservata al transito delle biciclette. Nessun cartello segnalava questa condizione, nè vi era segnaletica orizzontale tracciata sulla carreggiata. Il tutto in violazione delle previsioni di legge. L'ordinanza era temporanea e la questione venne meno senza essere mai risolta. 
Purtroppo il problema si ripropone oggi con maggiore intensità sul corso Salvatore Aldisio, via centralissima della città, ancora una volta la Giunta comunale ha disposto il senso unico in direzione est su tutto il tratto viario, inserendo il solito cartello integrativo del senso unico eccetto bici. Quindi le bici possono percorrerlo in entrambe le direzioni. Ancora una volta la Giunta ha omesso di posizionare qualsivoglia segnalazione utile ad avvertire gli automobilisti
Possibile segnalazione ulteriore
della presenza in senso opposto delle biciclette, pericolo ancora maggiore, visto che il c.so Salvatore Aldisio ha una carreggiata complessivamente stretta, con la presenza di diverse arterie che si immettono sull'asse viario. In pratica, percorrerlo in bici in senso opposto è molto pericoloso, per usare un eufemismo, con il paradosso che in caso di sinistro l'automobilista potrebbe ben eccepire di non avere avuto assolutamente conoscenza della possibilità di transito delle biciclette. A questo si aggiunga che l'applicazione del senso unico eccetto bici richiede anche che la strada abbia un limite di 30 km/h, cosa che non risulta essere applicata in maniera specifica al corso Salvatore Aldisio, dove il limite è quello generico dei 50 km/h.
Il provvedimento, quindi, così come realizzato, pur esprimendo la buonissima volontà politica dell'amministrazione di favorire, apparentemente, la mobilità ciclistica, rischia di generare un grave danno, sia a tale forma di mobilità, sia ai ciclisti in particolare. Sarebbe auspicabile, e questo suggeriamo, che l'amministrazione provveda a segnalare adeguatamente lungo l'asse di corso Salvatore Aldisio, il fatto che le biciclette procedano in senso opposto e si adoperi affinchè venga definito, in maniera concreta, il limite di 30 km/h su tale asse viario.
Le politiche sulla mobilità ciclistica sono sempre importanti, ma vanno realizzate con criterio e cognizione tecnica, perchè le regole sono pensate per proteggere gli utenti deboli della strada e favorire la scelta dell'uso della bici in alternativa all'automobile. Se fatte male o improvvisate, come nel caso che abbiamo esposto, rischiano di produrre l'effetto contrario. Speriamo che la Giunta abbia la volontà e la saggezza di ascoltare questo consiglio.

martedì 14 marzo 2017

Bici e Diritti: In tre sulla bici? Quando è lecito



"Incredibile, ieri, dopo essere stato investito da un auto, la polizia locale mi ha contravvenzionato, anche perché trasportavo, come tutte le mattine, i miei due figli a scuola, regolarmente posizionati sui seggiolini."  Francesco

Questa vicenda, così descritta, presenta subito il carattere della illiceità, di ciò che non è lecito. Infatti, si descrive come “regolare” il trasporto di due bambini su una bicicletta tradizionale e genera meraviglia l’intervento della polizia che sanziona questa procedura. Capovolgo subito la prospettiva quotidiana dicendovi che trasportare due bambini su una bici tradizionale, anche se su seggiolini conformi alle norme di legge, è una cosa irregolare, non possiamo farlo.

Il cosiddetto velocipede (la bici), come spesso mi piace dire, subisce il Codice della Strada, con le sue stranezze e le sue imposizioni. La nostra “carta delle regole”, all’art.182, comma 5, precisa che il conducente maggiorenne, su una bici tradizionale, può portare un solo bambino fino a otto anni d’età. Questa condizione è tassativa e non interpretabile in senso estensivo. La “ratio” è quella di considerare tale peso ulteriore una condizione destabilizzante per la conduzione del mezzo. Difatti, la prima parte del comma 5, specifica che è vietato trasportare altre persone (pluralmente inteso) sul velocipede (la bici) a meno che questo non sia appositamente costruito e attrezzato. Una cargo bike, per esempio, o un carrellino, ci consentono di ampliare il numero dei soggetti trasportati, pur restando nei limiti dimensionali richiesti dalla legge, 1,30 m di larghezza, 3,00 m di lunghezza, 2,20 m di altezza (art. 50, comma 2 C.d.S.) Tutto questo senza incidere, almeno secondo norma, sulla conducibilità del mezzo. Nel caso di specie, essere coinvolti in un sinistro mentre trasportiamo due bambini su una bici tradizionale, ci espone ad una probabile individuazione di corresponsabilità nella causazione dello stesso, perché abbiamo inciso negativamente sulla conducibilità della bici. Pertanto, subiremo una duplice sanzione: una diretta e sicura, per violazione delle norme citate, ed una successiva e probabile, per il sorgere di una componente risarcitoria parziale in favore dell’altro soggetto coinvolto nel sinistro.
                                                      Avv.  Simone Morgana
                                                       Ufficio Legale Fiab

A Gela la Fiab promuove Il Bike Sharing e la Pedalata assistita

Le iniziative crescono e diventano realtà sul territorio. Una realtà che è voce per il cambiamento, per dare un volto nuovo alla mobilità, una nuova visione alla città. Sarà di certo un lungo lavoro, ma i frutti si raccolgono lentamente. Nel mese di Dicembre abbiamo sottoscritto una convenzione con Ellenika Sport per promuovere il bike sharing in città tramite i punti di noleggio Ellenika, soprattutto quello connesso alla pedalata assistita. Questa convenzione è oggi assolutamente attiva e consente a qualsiasi tesserato Fiab 2017 di noleggiare ad un prezzo agevolato le bici a pedalata assistita presso i punti noleggio di Ellenika Sport
Lo sviluppo di questa iniziativa è fortemente connessa alla crescita di una mobilità diversa. Un modo nuovo per trasformare la città in un luogo vivibile e coeso. 
Condividere le biciclette a pedalata assistita può rivoluzionare il futuro della mobilità per una città piccola e collinare come la nostra.
Per questo motivo abbiamo deciso di stipulare la convenzione con Ellenika Sport. 
Tutte le informazioni per il noleggio le potete trovare presso il sito Rent Bike Gela.
La rivoluzione comincia dalle nostre scelte.
Buona mobilità a tutti da Fiab Gela Nanocicli