sabato 12 marzo 2016
Annullamento Escursione 13/03 in collaborazione con FIab Vittoria
L'escursione di domani, organizzata da Fiab Vittoria - Ippari Bike, è stata annulata per problemi tecnici interni all'associazione organizzatrice.
mercoledì 24 febbraio 2016
Il 28 febbraio c'è #pedalaincittà
Ci ritroviamo per #pedalaincittà, che è ormai un marchio di fabbrica, il segnale univoco per chi chiede che gli spazi urbani dedicati alla mobilità dolce siano rivisti e migliorati.
L'appuntamento segue le solite regole, un'adunanza che più politica non si può, nel senso di azione politica collettiva per la mobilità.
Ci vediamo tutti in bici, ai muretti di Macchitella, per percorrere le strade di Gela in gruppo. Per riunirci e pedalare insieme, per dire che la bici è un MEZZO DI TRASPORTO e non un giocattolo.
Ci incontriamo per cambiare una cultura che vuole la passeggiata in auto come un dovere collettivo abberrante.
Sarà una pedalata semplice per le vie urbane, con un percorso pianeggiante, tutti insieme per un paio d'ore.
Venite come vi pare, con la bici tecnica o con la graziella, con il completino in lycra o in pigiama, fate voi, l'importante è che seguiate lo spirito del pedalare lento, quasi con il caffè in mano.
A chi cerca le gare, come al solito diciamo di rimanere a casa.
A chi cerca le gare, come al solito diciamo di rimanere a casa.
Portate i bambini piccoli nei seggiolini e quelli in grado di pedalare in strada sulle loro bici, niente bici con le rotelline, non ce la farebbero.
Appuntamento alle 10,00 ai muretti di Macchitella.
Ci vediamo domenica prossima.
Per info scrivete a fiabgela@gmail.com
Fiab Gela Staff
giovedì 18 febbraio 2016
Il PIano della Mobilità? per la giunta è inutile
Mentre le pagine dei giornali locali sventolano ai quattro venti la notizia delle modifiche "illuminate" della giunta sulla mobilità, noi guardiamo esterrefatti a questa scelta.
Fiab Gela aveva gratuitamente collaborato, assieme a tante altre associazioni, alla implementazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Gela. Finalmente la città iniziava un cammino serio per dotarsi di uno strumento imprescindibile per una città che cerca nuove strade di sviluppo.
Il Piano, oggi in attesa di completare l'iter di legge, è stato redatto da soggetti che per lavoro si occupano di pensare la mobilità delle città. Le soluzioni adottate nascono da uno studio attento e scientifico del territorio e dei flussi di traffico, proprio perchè in un campo come quello della mobilità ubana nulla può essere lasciato al caso.
L'amministrazione Messinese, appena insediata, si è trovata fra le mani questo importantissimo studio, dotato di soluzioni specifiche per tutti i settori. Ed invece di utilizzarlo ha deciso di disattenderlo sul trasporto pubblico locale, per inventarsi un sistema proprio.
Non critichiamo il sistema pensato dalla giunta, anche se ci piacerebbe avere i dati utilizzati per arrivare alla scelta fatta, quello che ci preme sottolineare è che cambiare in maniera radicale le linee del trasporto pubblico locale comporta un cambiamento delle abitudini dei cittadini, oltre che prevedere degli oneri finanziari a carico della collettività (costi per rifacimento segnaletica verticale ed orizzontale, risistemazione fermate, interventi strutturali sulle strade).
Sarebbe stata cosa logica ed illuminata decidere di sfruttare i dati e le soluzioni del PUMS, adeguandoli alle attuali potenzialità messe a disposizione da Ast.
In questo modo si poteva cominciare in via informale ad attuare il Piano, sapendo di fare investimenti, sociali ed economici, che in seguito non sarebbero stati disattesi.
Infatti, nel momento in cui si dovranno applicare le previsioni del Piano le scelte della giunta dovranno essere modificate, con buona pace dei costi sostenuti e delle abitudini dei cittadini, che dovranno adeguarsi all'ennesima nuova soluzione.
Non possiamo che valutare in maniera critica questa scelta, soprattutto perchè si dimostra di non volere utilizzare quegli strumenti importantissimi che questo Comune ha già messo in campo.
La mobilità è cosa importante e non un giochino da fare davanti al computer.
Fiab Gela Staff
venerdì 12 febbraio 2016
Chiariamo le cose: la pedalata assistita non è un ciclomotore elettrico
Si fa un gran parlare della bici elettrica o, come sarebbe più corretto dire, della bici a pedalata assistita. In realtà sono la stessa cosa, perchè a leggere bene la norma sempre di bici si tratta, mentre quando non vengono rispettati determinati limiti di legge siamo fuori dall'ambito della bicicletta e ci troviamo di fronte ad un motorino.
Ma cosa ci dice la norma?
L'art. 50, comma 1, del Codice della Strada a modo suo è molto chiaro e recita così: " I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a
propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi
dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono
altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita,
dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale
continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente
ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o
prima se il ciclista smette di pedalare".
La Bici a Pedalata assistita
Partendo dal carattere arcaico traduciamo subito la definizione di velocipede in bicicletta, almeno ci capiamo meglio. Quello che salta agli occhi è una caratteristica
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| Bici a pedalata assistita conforme alla legge |
Niente giri di parole, quando una bici si muove grazie ad una propulsione diversa è un ciclomotore.
Poi la legge fa un chiarimento, assolutamente dovuto, aggiungendo una nuova categoria di biciclette, quelle a pedalata assistita.
Queste biciclette vanno sempre a propulsione umana, sempre noi le dobbiamo spingere, solo che quando la velocità scende sotto i 25 km/h si attiva un piccolo motorino che ci aiuta (CI AIUTA) nella pedalata fino a riportarci a quella velocità. Raggiunta quella velocità il motore si spegne. E si spegne anche se smettiamo di pedalare. Insomma, rimangono delle biciclette solo che difronte a tratti in salita ci aiutano a ritornare ad una velocità di base. Il motore, infatti, non può superare la potenza di 0,25 KW e il mezzo non può mai andare, grazie al motorino elettrico, oltre i 25 km/h. Se volete superare quel limite ci dovete arrivare con la forza delle vostre gambe.
Questa limitazione è ovvia. Infatti le bici possono andare nelle aree pedonali, nelle ZTL e sulle piste ciclabili; non pagano il bollo e l'assicurazione; rendono sicuro il traffico degli utenti deboli della strada proprio perchè si muovono piano.
Tutti gli altri mezzi che non rispettano queste caratteristiche non sono bici e pedalata assistita o elettriche, sono ciclomotori e devono sottostare ad una specifica immatricolazione, devono avere la targa e devono pagare il bollo e l'assicurazione.
Ciclomotori elettrici a pedali
Facciamo questa precisazione perchè negli ultimi tempi in tutte le città, inclusa la nostra Gela, circolano dei mezzi strani. Sembrano piccoli motorini, ma hanno i pedali, sono senza targa e vanno ben oltre i venticinque chilometri orari. Alcuni addirittura senza pedalare. Bene, sono tutti illegali.
![]() |
| Scooter a pedali non conforme all'art. 50 CdS |
Questi mezzi nascono per circolare in aree private, sono proggettati per andare in giro nei grandi cantieri privati, nelle ville, nei campi da golf, in aree che non sono aperte al pubblico e che hanno accesso limitato e definito. Non possono circolare in strada, figuriamoci su una ciclabile, in una ztl o in un'area pedonale.
La spiegazione è semplice, superando i 25 km/h sono pericolosi per i pedoni e per gli altri ciclisti, quindi diventano mezzi in grado di arrecare danno.
Qui non c'entra l'inquinamento, lo spazio pubblico o l'ambiente, qui c'entra la sicurezza delle persone.
Purtroppo i rivenditori non sono chiari difronte a questa tipologia di veicoli e continuano a venderli a clienti spesso ignari, dicendo loro che sono mezzi con i quali possono circolare.
E' compito delle forze dell'ordine intervenire tempestivamente e sanzionare tutti coloro i quali utilizzano in spazi pubblici o aperti al pubblico questi mezzi elettrici abusivamente definiti come bici a pedalata assistita.
Per chi invece ha deciso di darsi alla mobilità nuova con una vera bici a pedalata assistita possiamo dire che ha fatto una grande scelta, soprattutto in città ricche di salite e dislivelli importanti. Quando andrà ad acquistare la bici però, vada da un rivenditore specializzato, si informi sulle caratteristiche tecniche e chieda di verificare che corrispondano a quelle previste dal codice della strada.
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